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"Downburst" a Vicenza 13.8.2008


Una giornata di maltempo che i modelli di calcolo davano instabili anche le zone pianeggianti oltre che i rilievi, soprattutto negli ultimi aggiornamenti. Oltre al refrigerio si ebbero in pianura degli scenari non molto frequenti da vedere dalle nostre parti. Dopo l'insolazione una cella prefrontale nasceva nel basso garda transitando poi nel medio vicentino e la stessa città di Vicenza con un violento downburst, sulla traiettoria anche il padovano e veneziano dove regalò scatti che non hanno molto da invidiare a quelli statunitensi. In serata la cella si dissolse passando in "outflow" una volta superato l'entroterra veneziano.
Le cronache locali riportate sul Giornale Di Vicenza parlano di platani e grossi alberi abbattuti, adagiati sulle strade statali, specie in Marosticana e nella Pasubio, qui sotto uno scatto concesso da Michele (team SerenissimaMeteo) che si trovava a Vicenza ovest. Danneggiato anche il tetto del centro commerciale Auchan, semafori in tilt e ben 40 minuti di Black-out (lo stesso comando dei pompieri rimase senza corrente). Interessate Costabissara, Monteviale e la zona ovest di Vicenza, mentre ad Arzignano e Trissino la grandine ha rotto molte vetrate nelle zone artigianali, ancora peggio è andata verso il veneziano con grossi problemi in A4, treni senza corrente e nel miranese scoperchiate alcune abitazioni. Nel vicentino si è parlato di "tromba d'aria" ma la formazione nuvolosa fotografata da molti è solo da considerarsi una nube pretornadica, denominata "inflow tail": una coda formata dall'afflusso d'aria umida verso l'interno del sistema temporalesco (inflow). I danni sono stati procurati dai venti in caduta e in uscita dal temporale come specificato anche dai tecnici ARPAV, mentre il materiale fotografico a disposizione assicura comunque che si sia trattato di un sistema temporalesco di tipo supercellulare. L'intera fase di maltempo continua anche il giorno successivo con una replica in serata nel basso vicentino.




La presenza di aria molto secca in media troposfera esaspera la perdita di calore latente per l'evaporazione delle precipitazioni durante la loro caduta, l'aria secca si converte in fredda rafforzando quello si chiama "downdraft", le correnti discendenti fredde. Si producono veri e propri "rovesci" d'aria denominati "downburst" che impattando con il suolo, divergono a raggiera tramutandosi in venti anche superiori a 100km/ora. L'aria secca presente nelle linee di instabilità, sono estremamente pericolose soprattutto in sede prefrontale, è qui visibile sul radiosondaggio di Milano nella curvatura verso sinistra del profilo igrometrico in media troposfera e anche nell'immagine satellitare del vapore acqueo come una sottile strisciata scura estesa tra il Friuli e la Liguria. Nella stessa immagine è anche presente il sistema temporalesco che ha interessato il vicentino: meglio visibile sotto nella sequenza animata. (Concessione Eumetsat - sat24)





Nella mappa di analisi a 850 hPa fornita da Wetter3.de è messo in risalto l'accumulo d'aria calda nel nord'Italia oltre alla classica linea di demarcazione fra le masse d'aria che segnano grosso modo la posizione dei sistemi frontali. A 500 hPa la saccatura con centro in Inghilterra e mar del Nord, mentre nelle nostre zone, particolarmente insidiosi sono i venti nella metà superiore della troposfera per la notevole vicinanza delle linee isobariche.




Ore 17 inizia la caccia da una posizione un pò scomoda da raggiungere ma "appagante" per l'ambient che presenta (dai castelli di Montecchio Maggiore).
E' qui visibile fra i raggi solari la base convettiva con degli abbassamenti piuttosto promettenti.



Non si fa attendere la formazione di un "funnel cloud" e più a destra la classica nube a coda. (17.15)





Una panoramica composta da due foto mette in risalto la conformazione dell'intero sistema temporalesco ed in particolare del mesociclone.



Gli ultimi scatti prima di lasciare la postazione, visibili la nube a parete e la "tail cloud" mentre a destra compaiono i primi rovesci di grandine nel paese di Trissino.





La seconda tappa è alla Selva in vicinanza dell'autostrada, la cella sta attraversando Montecchio con i castelli ormai semicoperti dalle precipitazioni. Più sotto il passaggio del sistema temporalesco spinto dalle corrrenti discendenti di "RFD".







Il transito si compie nelle raffiche di vento mescolate con una specie di pioggia nebulizzata, qui gli ultimi scatti durante l'inseguimento. Anche la webcam di Fabio Perin riprende questo transito mentre alle 18.30 pongo fine al mio tour fotografico.









Il reportage non può che terminare con questa stupenda ripresa concessa da Davide Rosa (team SerenissimaMeteo), che alle 17 si fece trovare in un molo nel litorale del Cavallino in un ambient assolutamente invidiabile. Si tratta di una panoramica composta da due foto raffigurante la supercella già oltre la fase matura e illuminata da dietro con il sole al tramonto. Anche qui fanno seguito le forti raffiche di RFD generate dallo pseudo fronte freddo.



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