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Outbreak temporalesco del 6.7.2008



Il 6 luglio vede il fenomeno meteorologico maggiormente significativo dell'intera annata, considerando la quantità e la "qualità" dei danni avuta non solo a Montecchio ma anche nell'intera regione Veneto. L'articolo sarà diviso in tre sezioni: analisi atmosferica e dei modelli, caccia del sottoscritto nelle provincie limitrofi e considerazione sui danni avuti a Montecchio e nel padovano, in particolare a Salboro: un paese di provincia che si può considerare il simbolo della giornata di maltempo. Oltre alle diffuse grandinate da segnalare anche due tornado ripresi nel veneziano, questo il reportage: salboro.pdf .
La giornata di maltempo fu ampiamente prevista grazie alle mappe di previsione con parametri piuttosto eloquenti. Cominciamo con l'analisi sinottica che vede una pressione in superficie mediamente bassa tra i 1010 e 1012 HPa mentre un sistema frontale sta attraversando la Francia, nel piano isobarico dei 700HPa forniti dal Bolam, si individua il campo depressionario associato il qui centro risulta ancora piuttosto lontano e collocabile in mezzo all'arcipelago britannico, nell'evoluzione sucessiva rimarrà più o meno stabile su tali latitudini. Il nord'Italia si trova nella famigerata fase prefrontale dove in media e bassa troposfera persistono correnti calde e particolarmente umide provenienti dai quadranti sud-occidentali:




Sempre nello stesso piano isobarico cioè intorno ai 3000m troviamo una massa d'aria umida rappresentata in azzurro



Negli 850Hpa spiccano in verde gli accumuli d'aria calda accompagnati da venti sostanzialmente meridionali.



E' stata favorita un'insolazione piena fino al primo pomeriggio, in superficie troviamo temperature di tutto rispetto che in alcune aree toccano i 36°, qui siamo alle 15Z cioè alle ore 17.00.



Riporto l'andamento della radiazione solare registrata quel giorno dalla stazione meteorologica:



L'andamento della temperatura prima e dopo l'evento ed il grafico relativo al dew point, da notare i 22C°:



Alle quote superiori è in atto una repentina irruzione d'aria secca non associata al sistema frontale (che si trova in Francia) ed alla quale bisogna attribuire la causa dell'innesco termoconvettivo, bisogna precisare che l'aria secca possiede un maggior peso specifico a pari pressione rispetto all'aria umida. Questa è la sequenza satellitare del vapore acqueo che vuole evidenziare l'outbreak del sistema temporalesco al passaggio in quota di un tale tipo di disturbo, l'innesco si è avuto nell'alta bresciana alle 12.00UTC e successivamente anche nei berici e negli euganei complessivamente con l'aiuto dello starting collinare:



L'animazione trova conferma nell'analisi dei radiosondaggi di Udine e di Cuneo, località scelte in base allo spostamento dinamico della dry line vista prima e riferite contemporaneamente alle 12.00UTC. Il raffronto consente di valutare un notevole gap igrometrico della massa d'aria sopra i 5000m. Il cambiamento di stato è accompagnato dall'aumento della velocità dei venti (colonna a destra) ed in special modo in media troposfera, La presenza di shear facilita di conseguenza la formazione di sitemi supercellulari.





Il salto di qualità risulta evidente anche negli indici termodinamici desunti dal radiosondaggio, riporto qui soltanto i valori di Cuneo quest'ultima già investita dalla dry line come visto prima. Da tralasciare quello di Udine anche se possono esserci differenze nei bassi strati, differenze comunque trascurabili rispetto ai cambiamenti conosciuti in media ed alta troposfera, dove le masse d'aria presenti in Veneto nel pomeriggio sono le stesse presenti in tali quadranti al momento della misurazione. Come vedete i parametri risultano praticamente tutti in rosso il che sta a significare: "diffusi temporali violenti". Da citarne alcuni a fondo scala come il Lifted Index il KO index (dell'Ufficio Meteorologico della Germania) il BRN che considera la spinta convettiva e lo shear e non da meno altri parametri estremamente importanti come il CAPE che raggiunge valori davvero inconsueti. Da aggiungere il PWAT a 35 mm che sarebbe l'acqua precipitabile disponibile nella colonna d'aria, sarebbe sufficente un valore di 20mm per lo sviluppo di temporali.



Da www.wetter3.de e da www.woitalia.it riporto la distribuzione in scala europea dei suddetti indici: qui abbiamo il Lifted Index



Il KO index sotto i -18, rappresentato dalle linee verdi, il rosso invece simboleggia le velocità in senso verticale.



Ed il CAPE nettamente superiore a 1000 in val padana.



Termino l'analisi con una sequenza molto interessante riferita ai 300HPa dove figurano la jet stream (giallo/azzurro) e la divergenza (linee bianche). Alle 12.00UTC compare una cospiqua divergenza in quota con l'epicentro massimo contrassegnato da una "+", alle ore 6.00 al contrario risultava completamente assente se non di segno opposto. Da notare inoltre l'assenza della jet stream sulla pianura Padana al momento dei fenomeni, l'assenza è compensata da un rinforzo dei venti nei medi livelli durante il passaggio della dry line.



Sequenza satellitare del visibile e dell'infrarosso dell'outbreak temporalesco a partire dalle ore 12.00UTC.





Sequenza satellitare prodotta dalle immagini infrarosse dei polari, anche qui sono visibili le overshooting top desunte dalla temperatura al top nubi con le macchioline rosse. Le temperature rilevate sono prossime ai 200K corrispondenti a -73c°.




REPORT FOTOGRAFICO

Cominciamo con la sequenza fotografica partendo dalle ore 15.00 con un bel rovescio probabilmente di grandine ripreso dalla webcam di Torbole, si hanno in questo momento i primi inneschi orografici nell'alta bresciana e nella bergamasca.



Dal radar gentimente concesso dal Centro Meteorologico di Teolo si nota il nucleo sull'alto Garda ed un'altro in prossimità di Verona, nel frattempo anche sui colli berici comincia ben presto ad affiorare qualcosa.



Mi posiziono nei pressi di Caldiero ad est di Verona e riprendo l'intera struttura con la enorme incudine e la parete meridionale del cumulonembo





Siamo alle 16.30 e si comincia vedere la banda precipitativa preceduta da una shelf cloud nel bordo avanzante, alla sinistra ho cerchiato l'area di inflow che successivamente produrrà una wall cloud rotante.



Sequenza fotografica della wall cloud accompagnata molto probabilmente da un piccolo funnel nel bordo sinistro sopra il palazzo, siamo alle 16.45







Qui ho avuto la fortuna di riprendere una debris cloud (nube di polvere) comparsa a varie riprese e prodotta da un fenomeno rotante combinato con un colpo di vento di outflow, trattasi in questo caso di gustnado. La wall invece tende ad estinguersi e deformarsi presentando casualmente brandelli o "fractus"





Sono passate le 17.00 e decido di fare ritorno ma in quel momento il maltempo stava imperversando duramente proprio a Montecchio Maggiore e nell'ovest vicentino, Mi limito quindi a riprendere lo pseudo fronte freddo di una struttura supercellulare del sistema: si tratta di una shelf cloud priva di precipitazioni che in queste foto è ripresa da sotto.



Un lowering a forma di virgola che fa pensare alla presenza di correnti sud/orientali in superficie, queste correnti sono confermate dalle mappe ma vanno in contrasto con lo pseudo fronte freddo proveniente da nord/ovest. In questo momento il nucleo si trova nella riviera berica mentre la foto è ripresa nei pressi di Brendola praticamente dal lato opposto dei Colli Berici



Seguo lo pseudo fronte freddo discendendo il lato Ovest della provincia di Vicenza raggiungo così i Colli Euganei senza essere investito da alcuna precipitazione. Abbiamo superato le 17.30 ed in questo momento anche il padovano viene investito dalla prima ondata di maltempo.



La provincia di Padova conosce due ondate, in particolare la prima provocherà i danni di Salboro, il tempo di aggirare i colli Euganei ecco presentarsi la seconda con questo scenario: si tratta di una enorme scelf cloud prodotta da una squall line, siamo alle 18.20





Trovata una postazione a sud di Padova faccio queste riprese con già in atto le raffiche di outflow. Da notare una nube a rotolo sotto il bordo avanzante della shelf cloud (vista da dietro e da sotto)







In direzione sud bande nuvolose molto basse che corrono verso il bordo avanzante: trattasi di correnti molto umide di outflow provenienti dalle precipitazioni. Nel centro della foto le cosiddette "bocche di balena"



Rovescio di grandine nella parte bianca, si tratta dell'ultima foto che sono riuscito a scattare. Messomi al riparo in un distributore sarò investito da una grandinata bella tosta.



Una foto "veloce veloce" dopo la tempesta prima d'imboccare l'autostrada: semafori spenti e molti i rami sparsi in mezzo le strade.



prima di vedere i danni avuti nella mia zona analizziamo quanto ripreso dalla webcam e i dati della stazione meteorologica di Fabio situata ad Alte, l'ondata di maltempo si manifasta in due riprese. Qui è visibile la prima, avvenuta tra le 15.45 alle 15.55: il rovescio è provenuto da ovest/sudovest mentre è anche visibile qualche chicco nei primi fotogrammi, da notare inoltre la nuvolosità molto scura e compatta al successivo passaggio testimoniando così altro inflow e persistenza di correnti calde da sud.



Fase successiva dalle 17.03 alle 17.08 estremamente intensa ed accompagnata da un downburst di provenienza nord/nordovest: l'oscurità si fa talmente intensa da accendere anche l'illuminazione, da notare poi "muro" d'acqua e la sua velocità di avvicinamento. Nella foto seguente ho zummato le scie d'acqua nebulizzata provenienti dai tetti e "spazzati" verso destra dalle raffiche. Da allontanare però su tale evento l'ipotesi tornadica anche se il tutto si potrebbe comunque ricondurre ad un fenomeno temporalesco di tipo supercellulare. L'intera sequenza la potete vedere non compressa e preparata dallo stesso Fabio, il proprietario della webcam: slideshow





I radar del Centro Meteorologico di Teolo corrispondenti alle suddette fasi e relativamente alle 15.40 ed alle 17.00 ora locale:



Molto interessante la rilevazione della temperatura e della pressione atmosferica. Quest'ultima in particolare, visibile a sinistra, mostra un salto pressorio di 4,5 HPa a cavallo del secondo evento delle ore 17.00. La freccia rossa indica un minimo di 1007.5 HPa prodotto essenzialmente dall'innesco termoconvettivo dell'updraft, la freccia blu indica un massimo di 1011 HPa raggiunti pochi minuti dopo con l'arrivo del violento downburst (o gustfront) è una pressione esercitata dalle masse d'aria fredde in caduta libera dalla media troposfera laddove è localizzata la linea secca (da secca l'aria diventa fredda con l'evaporazione delle precipitazioni). non è esclusa la presenza di turbolenze nel fronte avanzante di tali raffiche in tal caso si potrebbe parlare di "gustnado" ma sempre e comunque non di tornado. Sulla destra invece ripropongo le temperature per far notare il salto termico di oltre 11 C°.



da Weather Underground i vari grafici messi in linea, ho evidenziato con una linea gialla l'orario delle 17.00 pochi minuti prima dell'evento. Questi i dati registrati: raffica a 85.3 km/h alle 17.06, media di 63.5 km/h alle 17.06, caduti 48.2mm di pioggia e rateo max 6.9mm/minuto






I DANNI


Sul Giornale Di Vicenza per tre giorni comparvero articoli dedicati alla conta dei danni nell'est e nell'ovest vicentino, in particolare il Lunedì comparve in prima pagina un'articolo dedicato all'ovest vicentino e a Montecchio Maggiore. A Montecchio una gru di un cantiere alta 50 metri è crollata al suolo sfiorando i palazzi vicini, poi la copertura della piscina comunale appena sfollata è finita su un cantiere accanto, nell'area della piscina sono state contate inoltre una dozzina di alberi sradicati fino dalle radici, ma un po' in tutto il territorio castellano si sono registrati vetri rotti, cadute di tegole e alberi danneggiati, nonché recinzioni strappate dalla forza del vento, in via Ceccato parte di un camino è volato e si è schiantato su un palazzo vicino. Danni anche alla copertura di “Sorelle Ramonda" in viale Trieste con allagamento in alcune aree interne, molti infine i semafori aerei girati e diverse le vie che sono rimaste senza energia elettrica, oltre a Montecchio colpite anche Brendola Montebello Sovizzo Altavilla e Creazzo.
Nell'est vicentino non cambia la solfa ed in particolare a Longare Montegalda Grisignano e Camisano dove sono volate le coperture di un'azienda e di un capannone, quest'ultimo per di più con fibre di amianto. A macchia di leopardo sono state colpite le colture di mais, soia e uva, tutte battute dal vento e poi dalla grandine con chicchi grossi come noci che hanno scheletrito i raccolti, infine a Longare alberi lungo la statale compreso anche un tronco finito sopra il tetto di una macchina parcheggiata lungo la Riviera.
Nel complesso le richieste di soccorso sono state più di 50 con i vigili impegnati ad esaurirle fino a dopo mezzanotte, decine di alberi caduti e finiti anche sulle macchine in più punti della provincia, stima provvisoria dei danni agricoli fra il 30 ed il 70% con punte anche del 90% nel mais. Concludo con i sopralluoghi fatti in viale Europa ai semafori e alla piscina:
















Con la freccia ho indicato una lamiera portata a notevole distanza




I DANNI DI SALBORO (PD)

Alcuni giorni dopo ho fatto un sopralluogo in provincia di Padova dopo essere stato a conoscenza di ingenti danni molto probabilmente di fattura tornadica a Salboro ed Albignasego, colpita duramente anche tutta la fascia che va dai Colli Euganei a Padova Sud, Il Mattino di Padova dedicò ben tre giorni di cronaca su quell'evento e per fortuna questa volta alle persone è andata bene, danni molto seri ma solo alle infrastrutture. Concludo con questa sezione l'intero reportage lasciando soprattutto la parola alle immagini:







Un ramo sopra il tetto della scuola elementare



danni alle auto





Il campo da calcio e la tribuna







Le coperture e i danni laterali in più direzioni sulle abitazioni

















Frammenti di tegola conficcati







Ho avuto modo di discutere sull'evento con queste due persone che stanno guardando la loro recinzione danneggiata, mi hanno riferito che vi è stata una prima raffica di tegole da davanti (nord'ovest) poi la seconda dal lato destro provocando il danno alla finestra visibile su una delle foto precedenti. Sull'abitazione di queste due persone sono giunte due tipologie di tegole: la prima proveniente dallo stabile con il ponteggio distante circa 80m, la seconda targata euro 2000 dalla casa azzurrina da 120 metri di distanza







Infine un'abitazione semi "demolita" da un platano.






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Commenti (1)add comment
0
Fedestorm: ...
Complimenti. Bell'articolo. smilies/wink.gif
1

01 maggio 2010

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