TRENDS  

Visualizzazioni oggi:386
Visualizzazioni ieri:313
Questo mese:8447
Mese scorso:10875
Quest'anno:53252
Giornaliere max:2652
Mensili max:40198

LOGIN  

Il tornado di Zermeghedo del 19 Marzo 2009



Cade fra gli ultimi giorni dell'inverno astronomico ma il 19 marzo 2009 è una data molto particolare per l'ovest vicentino e non certo per una gelata o una nevicata eccezionale ma per un vero e proprio tornado con danni rilevanti in alcune abitazioni di Zermeghedo e nella stessa zona industriale, con danni minori il vortice ha successivamente interessato anche la frazione di Selva di Montebello e Gambellara per una traccia tornadica complessiva di circa 5 Km. Ufficialmente il fenomeno è stato classificato EF1 T2-3 nella scala Fujita / TORRO da European Severe Weather Database (ESWD) In Italia è denominata "tromba d'aria" ma all'atto pratico risulta un termine equivalente a tornado e sta ad indicare genericamente vortice di vento (whirlwind) con eventuale presenza di danni riscontrabili al suolo. Il sistema temporalesco fu inoltre di caratteristiche supercellulari cioè dotato all'interno di un mesociclone durato circa una ventina di minuti, trattasi quindi di tornado mesociclonico. Più che l'area interessata è sorprendente la data in cui si è verificato il fenomeno una riprova che i tornado possono comparire ovunque ed in qualsiasi stagione dell'anno ma di norma classificati nei primi gradini della scala fujita. Da ricordare ad esempio il tornado dell'Alpago del 9 luglio 2007 sui monti della provincia di Belluno e il tornado invernale del 9 dicembre 2006 in Friuli in una configurazione sinottica completamente diversa da quella in esame, possono colpire sempre ed ovunque ma le aree di maggior frequenza sono ben conosciute ovvero la pianura padano-veneta ed ovviamente nei mesi estivi. Un'altra caratteristica singolare di questo episodio è costituita dal moto retrogrado del vortice ovvero da est-nordest a ovest-sudovest in linea con la configurazione sinottica del momento, un caso da definirsi più unico che raro.
Oltre al materiale fotografico già di per se esaustivo integrerò con radar immagini satellitari e rilevazioni al suolo ottenute dalle stazioni meteorologiche amatoriali di Montecchio ed Arzignano. Ecco dunque la foto del vortice a tronco di cono, è ripresa da sud alle ore 18.10 sulla statale che porta a Montebello. In questo momento sta transitando sopra la zona industriale di Zermeghedo e sta puntando verso sinistra sul centro abitato, è visibile anche la nube a parete che lo attornia (wall cloud) e la sua presenza costituisce la firma del mesociclone.




Su un'altra foto ho evidenziato la nube di detriti provocati dal vortice (debris cloud) coincidente con l'asse ideale del vortice.




Questa foto gentilmente concessa da Bruno Xotta riprende la nube di detriti da una distanza di circa 800 metri (via Mieli), la condensazione del cono non giunge fino a terra ma i danni riscontrati sono da associare ad una circolazione rotatoria come confermato dai testimoni e dallo stesso autore. In questo momento il vortice stava interessando via Segala in zona industriale, la colonna scura color marrone con ogni probabilità è la "dust sheath" (guaina di polvere) è una formazione cilindrica, un "tubo" di particellato che avvolge fino ad una certa quota il canale del vortice. l'osservatore si trovava nel lato sottovento cioè a sud rispetto al temporale ed in tale contesto potrebbe essere spiegata la presenza dei chicchi di grandine, i colli di Montecchio invece erano liberi dai rovesci mentre il grosso delle precipitazioni si trovava sulla destra.
Più sotto un crop sui detriti.







Uno schema tratto da un documento del 1978 di Martin C. Jischke and Masood Parang di "Oklahoma Academy of Science" può avvicinarsi al caso nostro: trattasi di "tornado funnel" perchè la parte condensata non giunge al suolo. la sezione mostra alcuni parametri di un tornado che nel caso specifico stilizza un F3 del 2 Aprile 1957 un multivortex occorso a Dallas ed oggetto di svariati studi. la linea marcata in rosso delimita la parte condensata del vortice cioè quella visibile, mentre la "Vmax surface" delimita la velocità massima di rotazione dei venti. La condensazione dell'aria è strettamente legata al valore dell'umidità relativa, mentre la forma del funnel puo' essere modellata a seconda del profilo igrometrico nei bassi strati: piu' affusolato o piu' tozzo indipendentemente dallo "spin" del vento presente in superficie. La condensazione si realizza con il calo pressorio all'interno del tornado e viene anticipata in presenza di elevata umidità atmosferica, la classica forma conica si ottiene perchè la pressione decresce con la quota ma decresce anche con l'avvicinamento al centro grazie alla forza centrifuga, inoltre raggiunta la condizione di rugiada (condensation pressure isobar) l'effettiva condensazione non avviene immediatamente ma dopo un certo ritardo stimato fra 1 e 10 secondi (tempo di condensazione). Per ulteriori approfondimenti vi rimando ad un'altro documento datato 2001 sulle definizioni di tornado, definizioni che hanno subito modifiche a causa del "paradosso" dei danni procurati da tornado non condensati completamente, in pratica non è la "nube" cioè la condensazione in se a provocare i danni ma bensì il movimento rotatorio dell'aria in superficie, superato lo "spin up" si classifica il tornado in base ai danni riscontrati al suolo partendo da EF0 corrispondente a venti superiori a 105Km/h nella più recente "Enhanced Fujita Scale". Riferimenti: "What is a tornado? Charles A. Doswell III". Da consultare anche le definizioni di tornado e funnel cloud su en.wikipedia.





Con l'aiuto di Google Earth e dopo alcune verifiche sperimantali ho dimensionato il vortice, ci sono software appositi per risalire alle dimensioni esatte ma ho preferito la strada più "artigianale" accettando tolleranze quantificabili in +-5/10% più che sufficienti per il nostro scopo cioè ottenere una buona stima. La prima foto è stata raddrizzata e corretta dalla distorsione a barile, mentre più sotto è stato risolto anche il problema della distorsione prospettica variando la "prospettiva verticale" che si traduce in un'abbassamento dell'asse ottico dal centro verso la metà inferiore dell'inquadratura. Per calcolare le varie grandezze si applica una doppia proporzione: la prima sulla mappa per trovare i rapporti delle distanze rispetto al fotografo, mentre la seconda direttamente sulla foto per trovare i rapporti dimensionali. I tralicci dell'alta tensione sono visibili anche su Google Earth e costituiscono i riferimenti noti, mentre le grandezze incognite sono il vortice e le varie quote di condensazione.






Stessa procedura per la nube di polvere fotografata da via Mieli, in questo caso il riferimento noto è costituito dalla distanza fra il top della collina del Mondeo ed i castelli di Montecchio Maggiore, precisamente il castello di Giulietta. Sotto sono riportate le distanze rispetto all'osservatore.




Grazie a "Weather Underground" riporto qui i dati delle stazioni di Montecchio e Arzignano , in particolare è determinante l'umidità relativa per interpretare la scarsa condensazione del vortice. Alle 17,00 prima dell'annuvolamento eravamo a valori estremamente bassi: 36% ad Alte di Montecchio e 38% ad Arzignano corrispondenti ad una temperatura di rugiada di sole 0.6C°! Dopo l'annuvolamento e dopo la rotazione dei venti S->N avvenuta alle 17,15, i valori di Rh si portarono a 51% a Montecchio e 56% ad Arzignano (17,40) mentre le temperature si attestavano sui 13 gradi. Ovviamente non fanno testo gli 80-85% registrati durante le precipitazioni, interessante invece l'andamento della pressione atmosferica che aumenta in serata con l'arrivo dell'aria fredda, a mezzanotte è evidente la discesa termica a 6.2° a fronte dei 10.8° della stessa ora la notte precedente. Molto importante l'assenza di nuvolosità e l'insolazione ricevuta durante il giorno instabilizzando ulteriormente l'aria con una temperatura massima registrata di 16.7° per Montecchio intorno alle 15,30. I giorni seguenti vedranno lievi gelate notturne, in particolare la notte del 21 con una minima di -0.6° e punto di rugiada di solo -11.7° registrati sempre alla stazione di Montecchio.






Il modello MOLOCH a 2m fornito da ISAC-CNR Bologna ci fornisce la conferma dei valori misurati in particolare dell'umidità, l'insolazione in pianura ha abbassato notevolmente i valori di RH.




Con valori del dewpoint prossimi allo zero e le temperature in quota estremamente basse, è interessante la descrizione del tipo di precipitazioni cadute in zona, riporto qui la testimonianza di Roberto Antico residente a Montebello:
"Passata non male qui a Montebello Vicentino. Bombardamento fitto di grandine, di piccole dimensioni inizialmente, via via ingrossatasi con numerosi chicchi oltre il cm. Al 2° piano il tetto amplificava il rumore e sembrava un bombardamento sui coppi. Dopo sono inziati a cadere insieme alla grandine ed alla pioggia "fiocchi" che non so come definirli perchè erano fradici ed al contatto col suolo ed i tetti si sfracellavano letteralmente. Imbiancati i lati delle strade e marginalmente gli spazi tra le tegole. Fantastico il primo ts della stagione!"
Qui abbiamo la riflettività radar delle precipitazioni riferita alle ore 17,00utc e gentilmente concessa dal Centro Meteorologico di Teolo - Agenzia Regionale per la Protezione e Prevenzione Ambientale del Veneto . Piu' sotto uno schema classico di supercella che ho dovuto ruotare per rispettare la disposizione anomala delle correnti. In questo orario il radar ha mostrato un'eco di supercella da manuale imitando perfettamente lo schema, nella parte settentrionale è visibile l'uncino del mesociclone che successivamente ha generato il tornado, la parte inferiore mostra un eco a V "V-notch" rovesciato, è la riflettività radar delle precipitazioni trascinate verso sud dalle correnti in media troposfera. La freccia nera indica lo "storm motion" desunto dal radiosondaggio, è la normale direzione delle celle temporalesche, mentre quella rossa indica la deviazione supercellulare rilevata su tre emissioni radar dalle 17.00 alle 17.20, l'arco temporale in cui è comparso il mesociclone.




Alle 17.45 nel satellite compare una evidente cupola (overshooting top) sopra l'incudine, è anche visibile la proiezione dell'ombra con il sole ormai al tramonto. Concessione ARPAL CFMI-PC, Meteoliguria, copyright 2006 Eumetsat.



Da sat 24 un'animazione nel canale infrarosso, da notare l'instabilità generale che dilaga in pianura con l'arrivo di correnti estremamente fredde di origine artica. In baviera è presente il classico ciottolato post fronte freddo mentre il campo depressionario associato è individuabile nell'est europeo.




La situazione sinottica del 19 marzo è reduce da un periodo spiccatamente primaverile assicurato dalla presenza massiccia di un anticiclone sia nell'europa occidentale che nel mediterraneo, successivamente questo anticiclone estenderà i suoi massimi pressori verso la Penisola Scandinava garantendo in prima battuta un'afflusso di aria artica sull'Europa orientale. In fase successiva vi è la discesa della saccatura verso il mediterraneo centrale, l'invasione dell'aria fredda avviene nel nord Italia nella notte fra il 19 ed il 20 Marzo. Per il 19 era prevista una certa instabilità atmosferica nei rilievi ma le previsioni erano concentrate soprattutto nel peggioramento nei due giorni successivi con nevicate a quote collinari in special modo al centro e al sud Italia. Nella mappa Bolam a 500HPa resa disponibile da ARPA Liguria è evidente la saccatura nell'est europeo il cui asse è disposto orizzontalmente. l'asse di massima curvatura è sede di sistemi frontali e linee di instabilità, in serata investirà il nord Italia compiendo una rotazione antioraria.





Temporali forti non erano previsti ma gli elementi che hanno dato luogo al fenomeno si possono lo stesso individuare, per esempio, nella dry line, nell'afflusso dell'aria artica, nell'insolazione garantita praticamente tutto il giorno e un moderato shear presente negli strati medioalti. Su Wetter3 ho trovato interessante questa riferita alla temperatura o meglio all'avvezione di temperatura nella metà inferiore della troposfera misurata in K/h * 0.1, la diminuzione nell'area viola è di circa 1K ogni ora.




Dal MOLOCH troviamo l'invasione dell'aria seccca oltre che fredda in arrivo da nord qui siamo alle 15 utc subito prima dei fenomeni e riferiti sempre alla stessa quota.




CAPE e Lifted Index, che in costa adriatica sono corrispondenti rispettivamente a 400 e -2. Il CAPE non è elevatissimo ma è concentrato sotto i 5000m come intuibile dalla "gobba" presentata nel profilo verticale del radiosondaggio, LI corrisponde a probabili temporali ed in scarsa misura a temporali forti. Il radiosondaggio è disponibile solo alle 12.00utc, 5 ore di differenza che purtroppo si rivelano determinanti in una dinamica come questa, qui si possono trovare altri parametri come il Total Total Index a 55.8 corrispondente a numerosi temporali forti ed in certa misura anche a probabili tornado, Lo Swiss12 elaborato per la Swizzera è una combinazione tra instabilità e windshear riferito alle 12utc si attesta a -1,45 (temporali previsti), non meno importante lo shear 6000m che risulta 51 nodi (95Km/h). Scarsi invece i valori che fanno riferimento all'acqua precipitabile.





CRONACA E RILEVAZIONE DEI DANNI


La descrizione e la distribuzione dei danni appresa sui giornali facevano subito intendere al fenomeno tornadico, riporto qui una breve rielaborazione ricavata dagli articoli apparsi il 20 e 21 marzo sul Giornale di Vicenza: colpite la zona industriale di Zermeghedo e la parte sud del centro abitato mentre le aree limitrofi rimasero indenni riportando solo la presenza dei detriti provenienti in gran parte dalla zona industriale, interessate via Segala, Via Don Giovanni Barella, via 4 Novembre, Angeli, Mieli e Costeggiola con danni stimabili tra EF0 ed EF1. Sono volate molte tegole coppi lamiere e onduline di alcuni capannoni. Divelti insegne lampioni e pali del telefono con la linea strappata, stessa sorte per una campata della media tensione dove i cavi sono finiti in strada tenendo al buio alcune vie del paese. Non mancano gli alberi sradicati e gli incidenti dove due auto si sono scontrate per evitare un ramo finito sulla carreggiata. Nessun danno alle persone o per lo meno feriti gravi, è andata bene considerando i detriti e i pezzi di lamiera vaganti ad altezza d'uomo durante il fenomeno. Per le opere di soccorso e di ripristino in special modo delle linee elettriche e telefoniche sono state impegnate tre autopompe dei vigili del fuoco di Arzignano affiancate da quattro squadre dell'Enel, intervenute inoltre le squadre della protezione civile di Montebello, Zermeghedo e Montecchio Maggiore, chiesto alla prefettura lo stato di calamità naturale da parte del sindaco. Questo è in sintesi la cronaca per Zermeghedo ma il vortice continuò la sua corsa verso sud-ovest interessando con danni minori Selva di Montebello e Sorio di Gambellara. I sopralluoghi effettuati dal sottoscritto i giorni successivi hanno permesso di stilare una traiettoria continuativa abbastanza precisa del vortice comprendente aree agricole e semi abitate per un tratto complessivo leggermente arcuato di circa 5Km visibile sotto.




Nel dettaglio questo è il primo tratto che parte dalla zona Gualda di Montecchio Maggiore dove il vortice vide la nascita con alcuni segni da EF0, qualche ramo spezzato e qualche tegola rimossa caduta nei rispettivi giardini.



In via Paglierina e via Oltrechiampo altri danni EF0 più evidenti con maggior numero di tegole rimosse e molti rami spezzati di pini. Qui abbiamo i resti di un comignolo ed alcuni pezzi di copertura di un capannone







Sempre in via Oltrechiampo un barbecue si è fatto un viaggio di duecento metri finendo all'argine del Chiampo, il proprietario dell'area ha inoltre riportato una ferita all'avambraccio mentre stava chiudendo i serramenti. Nella stessa zona e nei campi circostanti ho trovato alcuni pezzi di guaina e coibenti provenienti dalla cava, la cava si trova alla fine di via Oltrechiampo un'area confinante con il comune di Montecchio.



Dalla stima precisa dei danni si può risalire grossolanamente alle velocità dei venti in atto in quel momento, fra i diversi danni riscontrati c'è lo sradicamento dei "softwood trees" che sono pinacee sempreverdi con voglie aghiformi, possono essere pini abeti cedri e cipressi, in DOD3 con radici fuoriuscite dal terreno mentre in DOD4 con il tronco spezzato. In queste due categorie vengono previsti venti di 140Km/h e 167Km/h rispettivamente. (Fonte)



Nel dettaglio via Valchiampo vicino all'incrocio che porta al paese di Zermeghedo



Questi due in via Segala in zona industriale





Passiamo adesso in zona industriale con i danni ai capannoni











I detriti sparsi ed alcuni particolari









Diverse le lamiere trovate sui campi antistanti il centro abitato



Ecco nel dettaglio la valutazione dei danni riportata sulla mappa relativamente al secondo tratto che parte dal centro abitato di Zermeghedo alla frazione di Gambellara sulla quale il vortice ha finito la sua corsa



Introduco il centro abitato con alcuni danni relativi a comignoli abbattuti, antenne divelte, rami e punte spezzate di molti alberi.







Qui seguono i danni riscontrati nelle abitazioni (tipologia FR12) che in gran parte sono costituiti da asportazione di tegole e materiale di copertura, la scala delle gravità prevede in DOD2 perdite inferiori al 20% mentre in DOD4 maggiori del 20% con il danneggiamento di comignoli e garage, i venti corrispondenti si aggirano fra i 125 e 150Km/h a cavallo fra EF0 ed EF1. DOD3 prevede leggeri danni laterali a porte o finestre riscontrati in alcune fabbriche, i venti minimi previsti in questa classe vanno analogamente da 125 "lower bound" a 152 Km/h "expected", di conseguenza considerando i danni maggiori anche in questo caso si potrebbe piazzare l'EF1 come per le pinacee.
Qui siamo in Via Don Giovanni Barella tra le prime abitazioni del centro abitato



Via Costeggiola con una grondaia accartocciata



Via 4 Novembre



Via Angeli





Alcuni cumuli di detriti





Una foto gentilmente concessa da Roberto Antico



Alcuni particolari ripresi in via Angeli fra i quali una grondaia fermata da un palo



Un capanno rimasto completamente senza copertura



Un parziale sollevamento provocato probabilmente da correnti ascendenti (foto di Roberto Antico)



Seguendo la traiettoria si passa per Strada Boccara dove ho trovato questa lamiera con traversini di supporto. E' proveniente da un capannone della zona industriale corrispondente ad un "viaggio" di circa un chilometro in linea d'aria.



Qui siamo a Selva di Montebello località Salveghi dove si registrano alcuni cartelli e alberi divelti, questo è un pino di grossa taglia finito sulla strada che porta a Zermeghedo.





Sempre in zona un capannone con le onduline sparse in giro per il campo, anche in direzione contraria alla marcia del vortice.





Sul rilievo collinare interposto fra Selva di Montebello e Gambellara ho trovato molti detriti leggeri provenienti sempre dalla zona industriale di Zermegehdo. Escludendo l'area boschiva ho trovato anche tracce evidenti di danni alla vegetazione con rami spezzati e qualche tegola fuori posto nell'ultima abitazione di via Biancara. Considerando che gli alberi erano tutti privi di foglie può essere sufficiente per testimoniare il passaggio continuativo del vortice seppur con evidenti "alti e bassi".



L'ultima tappa è a Sorio di Gambellara con lo sradicamento di tre grossi pini lungo via Cavour





Finisco con la stessa abitazione dove alcune tegole sono state proiettate su un campo dall'altra parte della strada a 50 metri di distanza.



Altri detriti leggeri provenienti sempre dalla zona industriale di Zermeghedo sono stati avvistati in via Calderina a più di 5 km di distanza dalla stessa e sono costituiti da "mattoni" di polistirolo espanso. Oltre a quell'area in gran parte caratterizzata da campi agricoli non sono stati riscontrati altri danni di alcun genere.

Torna all'elenco

  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Commenti (3)add comment
0
Roberto Gaianigo: ...
Vi ringrazio, un saluto ed un ulteriore ringraziamento anche al centro ricerche ITA.TOR. per le conferme sui calcoli.

Roberto Gaianigo
1

30 marzo 2010
0
ITA.TOR. : ...
Salve Roberto, i calcoli ottenuti sono corretti, entro l'errore di misura. Complimenti per l'articolo e per il dimensionamento del vortice.

Saluti
ITA.TOR.
Italian Tornado Research Center
2

23 febbraio 2010
0
Damiano Cogo: ...
Veramente molto interessante ed istruttivo, grazie.
3

06 febbraio 2010

Scrivi commento

security image
Scrivi i caratteri mostrati


busy
© 2018 - livemeteo.it
   
| Giovedì, 21. Giugno 2018 |