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Tromba d'aria a Montecchio Maggiore 8.11.2010



Il vortice ha interessato via Ponte Guà per un lungo tratto, fino all'incrocio con viale Vittoria in zona S.Vitale. I danni sono lievi ma sempre imputabili ad un fenomeno vorticoso, cioè un tornado, stimabile EF0 nella scala Fujita. Il fenomeno è stato notato da diverse persone inoltre si sono visti volare pezzi di copertura su alcune strade molto trafficate, un breve articolo è apparso sul giornale di Vicenza e in serata anche un servizio sulla rete locale di TVA. Da segnalare la mattina dello stesso giorno anche un'altra tromba ripresa nel basso lago di Garda da Torri del Benaco. Un report sul tornado di Montecchio è apparso anche sul sito di Serenissima meteo curato dall'amico Marco Rabito (stormchaser con esperienze in America). La ripresa del vortice visibile qui sotto la ho fatta grazie al cellulare fra le 15.25 e le 15.30 dalla distanza di un chilometro e dalla quale ho estratto i frame più significativi. Davvero fortuita l'occasione trovata per filmarlo, ho avuto una gran fortuna ma le avvisaglie c'erano già un'ora prima, infatti una cella convettiva si formava fra Alte di Montecchio e Brendola poi diretta verso Vicenza senza produrre nulla di particolare (qualche gocciolone), ma con un pò di osservazione si notava una turbolenza davvero inusuale. La seconda cella invece responsabile del tornado proveniva dal veronese con una direttrice O-SO->E-NE mentre mi trovavo già nelle condizioni di filmarla, a seguire una raffica di vento di "RFD" ed il completo rasserenamento. Ecco il filmato:

Tromba d'aria a Montecchio 8 novembre 2010
Tromba d'aria in velocità 4x

Seguono qui le istantanee con il sollevamento di polvere (debris cloud) nella prima, nelle altre la piena comparsa del funnel-tornado con condensazione ben definita, fase finale di "rope" nell'ultima con notevole inclinazione dell'updraft.









La cella temporalesca viene ripresa molto bene dal padovano da Nikos Chiodetto con uno sforamento al top ben evidente e durato circa una ventina di minuti, si è trattato di una supercella LP low-topped (altezza che stimerei intorno a 6-7000m).



Anche la webcam della stazione meteo di Monteforte d'Alpone nell'est veronese riprende la stessa cella, la foto è concessa da Michele Bolla il proprietario del sito e della webcam. L'orario riporta le 15.18 ovvero qualche minuto prima rispetto al filmato, un accenno di funnel sembra già visibile alla destra del campanile, mentre la "coda" sulla destra è la "flanking line".



Un'altra chaser (Federica) si trovava ad Arzignano a nord-ovest rispetto alla cella, lo scatto è di alcuni minuti prima, questa foto consente assieme alle altre di avere disponibili diverse angolazioni di visuale, qui ad esempio si vede molto bene l'inclinazione dell'updraft dovuta alle forti correnti secche provenienti da sud-ovest.



Un'immagine di sat24 per evidenziare la "flanking" comparsa nel fianco sud-occidentale del sistema temporalesco, più sotto l'animazione con il successivo rasserenamento dovuto all'arrivo della dryline al suolo.





La traccia dei danni è lunga più di 1200 metri, da via Ponte Guà con un palo del telefono divelto, fino al centro abitato di Montecchio (viale Vittoria e via Piazza Vecchia) con danni ad alcune coperture. Non mancano sulle strade gli accumuli di una gran quantità di foglie e l'arrivo di alcuni detriti...



Questo è il primo danno certo che segna l'inizio della traccia tornadica lasciata in superficie.



Uno stabilimento posto tra via Ponte Guà e Campagna Paradiso (una via secondaria), più sotto pezzi di copertura di diversa provenienza sparsi per i campi e aspotazione di tegole da alcune abitazioni come da mappa.






Pali in cemento armato spezzati e grossi rami divelti.





In viale Vittoria altri danni alle coperture di alcuni capannoni e asportazione di tegole, da segnalare inoltre danni alla copertura di un plateatico (trattoria "Al Pelado"), tuttavia l'entità dei danni rimane grosso modo contenuta nel primo grado della scala fujita.







Per finire le mappe di analisi del nord'Italia e dello scacchiere europeo dove la configurazione vede il sistema frontale alle 12utc giunto in Slovenia: un fronte freddo che in buona parte risulta occluso al nord.



In alta risoluzione grazie alle analisi Moloch fornite da ARPAL-ISAC-CNR abbiamo la linea secca segnata in rosso, presente sia in superficie che nei piani superiori sia pur con un certo sfasamento. L'arrivo di una dryline accompagnata da forti correnti alimenta quello che si chiama lo speed-shear di basso livello che facilita la formazione di supercelle e di tornado, non è da escludere nemmeno il classico wind-shear direzionale assicurato dalle correnti da sud-est ancora presenti in superficie.



L'intrusione secca vede al suolo un certo ritardo nell'avanzamento rispetto agli 850 e 700hpa che hanno già attraversato il Veneto, ricordiamoci infatti che il sistema frontale vero e proprio verrebbe posizionato al confine con la Slovenia già alle 12utc. Un'anomalia in scala locale che ha permesso in Veneto di instabilizzare la colonna d'aria nei piani isobarici più bassi (aria secca a 700hpa, ancora umida sotto) indici come il total-totals, K index ed altri considerano oltre alle temperature anche le differenze di umidità e dewpoint presenti alle varie quote, che nella stagione estiva vanno esaminate fino a metà troposfera cioè 500hpa, oltre ovviamente agli 850 e 700. Quelle che ho cerchiato sono le celle convettive virtualmente previste dal modello.


Dal punto di vista delle temperature e dell'andamento dell'energia utile alla termoconvezione (CAPE) balza all'occhio una -11 posizionata sopra il Veneto alle 15.00 nella mappa a 700hpa (circa 3000m) la quota in esame cade nella cosiddetta "pancia" del CAPE che nel radiosondaggio di Milano arriva ad un valore di 400 alle 12utc orario che nello stesso modello prevedeva una -8 attorno alla Lombardia: aria fredda in quota = intabilità maggiore. Notevole la discrepanza fra i due radiosondaggi (Milano-Udine) specie sulla quota di equilibrio (EL) che da 9000m passa a 5000 in quel di Milano a testimonianza della notevole dinamicità nell'evoluzione e nel transito delle masse d'aria.



Nel complesso, le mappe che ho postato, non sono in grado di spiegare come possa essersi formato un tornado (fenomeno relegato alla microscala) ma grosso modo danno un'idea di quali possano essere le condizioni favorevoli per la loro formazione ed in special modo alla formazione di fenomeni temporaleschi in genere, per di più in una stagione da definirsi non propriamente "temporalesca"...

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