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Eco ad esse 8.9.2006


Un'irruzine fredda proveniente dalla porta della bora che diede luogo in serata ad una linea temporalesca caratterizzata da locali "linee di groppi" ovvero con forti venti in superficie. La prima città ad essere investita fu Bassano con pali del telefono caduti, a seguire Marostica con alberi caduti e allagamenti giusto in occasione della famosa partita a scacchi. La stessa Vicenza dopo otto anni di "calma", fu sorpresa nei festeggiamenti della "cena degli Oto" in Corso Palladio con seicento ospiti. Problemi anche ad Altavilla, Arzignano, Trissino e Castelgomberto, sempre per gli stessi motivi: alberi spezzati, fili elettrici interrotti e scantinati allagati, a Montorso anche un incendio in una casa causato da un fulmine. Fra la moltitudine di feste e sagre che costellano l'estate vicentina vi è inclusa anche la famosa "Fiera del Soco" a Grisignano. Notizie tratte dagli articoli apparsi sul Giornale di Vicenza del 9 settembre 2006.
In questo episodio tiene banco soprattutto la curiosa configurazione ad "S" assunta dalla traccia radar del sistema temporalesco: qui sotto la riflettività e il radiale fornite dal Centro Meteorologico di Teolo - ARPAV. L'eco ad "S" è una particolare evoluzione o "degenerazione" dell'eco ad arco (bow-echo) dove intervengono rotazioni a mesoscala non rilevabili al suolo ma esclusivamente con il radar doppler, precisamente il fronte di irruzione di aria fredda si "rompe" generando due bow-echo adiacenti, e fra i due vi è la formazione di un nucleo detto "inflow-notch" dove hanno sede l'afflusso di inflow e le maggiori correnti ascendenti di "updraft" (Temporali e tornado - Alpha Test). Il radiale mette in evidenza le discondinuità presenti nella direzione dei venti.





L'analisi del piano isobarico dei 500hPa illustra la saccatura proveniente dal nordest europeo, la cui propaggine è caratterizzata da uno stretto raggio di curvatura ed ospita il sistema frontale in transito verso i balcani. (Meteoblue)



Nell'immagine del vapore acqueo si rende visibile l'intrusione secca in transito sulle alpi durante il pomeriggio. L'arrivo dell'aria secca in quota ha dato origine all'instabilità in serata nel vicentino qui non ancora visibile, è invece visibile un sistema convettivo MCS originato in Emilia Romagna e nell'appennino tosco-emiliano durante il primo pomeriggio. (Copyright © EUMETSAT - British Atmospheric Data Centre)



Il sistema temporalesco qui visibile nei raggi infrarossi e riferito alle 21.50 ora locale, un'altro di simile è comparso anche nella pedemontana lombarda. (Unibe)



Questo scatto realizzato durante il crepuscolo, riprendende un'esteso banco di "stratocumulus castellanus" visibili da sotto come una coltre nuvolosa bucherellata. Le sommità sono coronate da protuberanze cumuliformi simili ai merli di un castello, sono indice di forte instabilità nei bassi livelli atmosferici.



La caccia inizia nei campi della Gualda e successivamente vicino ai castelli in zona collinare da una buona postazione ma non molto sicura considerando l'evoluzione del sistema temporalesco, è già visibile il muro precipitativo in veloce avanzamento.











Successivamente gli scatti sono diretti verso Vicenza (h 21.15) dove invece le prp tardano ad arrivare facendo spazio alla base convettiva con isolati abbassamenti al centro, o meglio l'inflow-notch rilevato dal radar.















La caccia termina lasciando la postazine con l'avvicinamento delle precipitazioni. Alcuni scatti effettuati hanno permesso di ricostruire questa animazione che potrebbe confermare i movimenti rilevati al doppler.



Qui sotto alcuni danni ripresi per l'occasione nei campi agricoli fra Montecchio e Sovizzo e nelle zone collinari. Questo vigneto in zona Campestrini è stato abbattuto interamente seguendo in una sorta di effetto domino.







In zona collinare sulla strada che porta ai castelli.





Infine il danneggiamento di un pino causato da un fulmine vicino al centro di Montecchio, già messo in sicurezza.





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