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La fine del caldo 26/31 agosto 2012


Agosto 2012 si distinse per un'onda di calore avvenuta nella seconda decade dopo una breve pausa temporalesca il giorno 9. la media delle temperature fu di poco inferiore alla famosa estate 2003 con massime registrate sulla Marmolada intorno a 13°, a 3300m. La sofferenza attraversata dai ghiacciai dolomitici fu dovuta anche alle scarse precipitazioni nevose occorse durante l'inverno 2011/2012. Qui una testimonianza di uno scatto della webcam del Centro Valanghe di Arabba riferita al 28 agosto, sono anche visibili i torrenti d'acqua con lo scioglimento nelle ore di urna. Per la prima volta si è parlato di una scissione in due di questo ghiacciaio.


Sono sostanzialmente due gli episodi più importanti: il 26 agosto che segna la fine dell'onda di calore con una saccatura poco marcata proveniente dalla Francia ma con annesso un sistema frontale accompagnato da un'afflusso di aria fresca in bassa troposfera, il 31 agosto invece con una saccatura maggiormente protesa verso il Tirreno e destinata a un "cut-off" centrato sul Piemonte, è stato documentato un tornado mesociclonico a Brugine (PD) con riscontro di danni al suolo e case parzialmente scoperchiate. La foto satellitare è riferita al primo episodio e mette in risalto l'intrusione secca nel nord italia responsabile della genesi di un fronte temporalesco di aria fredda al suolo con particolari figure radar denominate "bow echo" o "eco ad arco" visibili sotto, in un'immagine fornita dal Centro Meteorologico di Teolo - ARPAV. Purtroppo questa linea di groppi, foriera di venti molto intensi al suolo, si è resa responsabile di una vittima a Padova, rimasta schiacciata da un'albero caduto sull'auto mentre guidava:






La caccia inizia alle 15 da un parco di Altavilla con una buona visuale in direzione nord-ovest. Qui abbiamo l'intera struttura di una prima cella situata nello scledense, nelle prime fasi con caratteristiche supercellari.





Il successivo inseguimento in marosticana consente di riprendere questo "lowering":



Il tutto è ripreso con videocamera consentendomi di elaborare un timelapse della giornata, ma la fase più interessante avviene con l'arrivo dell'aria fredda al suolo dando vita ad altre celle temporalesche nella pianura veneta. Intorno a Grisignano si presentava un tipico scenario da "bow echo" con una enorme nube a mensola. Anche qui i tempi favorevoli consentirono di integrare un timelapse per intera evoluzione. Qui sotto gli scatti effettuati sia nella postazione che durante la fuga nella provincia padovana:



















Questa prima fase termina in bellezza con un tramonto e delle mammatus del sistema temporalesco in allontanamento:





IL 31 AGOSTO 2012

La situazione meteorologica vede una saccatura protesa verso il tirreno ed una bassa pressione al suolo in Pianura Padana (1008hPa) con correnti in quota molto forti in media troposfera (circa 120 Km/h da sud-ovest nel pomeriggio) facendo schizzare i parametri del vento favorevoli alla formazione di sistemi supercellulari. Al suolo invece detta legge una linea di convergenza preceduta da correnti sud-orientali e seguita da masse d'aria fredde e secche. Anche in questo caso figura il ivello 2 per "ESTOFEX" nella pianura veneta. Si è registrato un tornado a Brugine originato da una supercella residente nella parte meridionale di una "linea di groppi". Un'area che nel gergo tecnico viene denominata "Tail end Charlie": quando un sistema temporalesco si organizza secondo una linea frontale a mesoscala. Su questo report curato da Alberto Gobbi vengono elencati i danni e tutto il materiale fotografico a disposizione per questo evento. Il sottoscritto oltre alle foto ha anche montato un video sull'intera giornata di caccia. Qui sotto una sequenza satellitare nella banda del visibile, mette in evidenza la progressione della mesolinea temporalesca e la "flanking line" a forma di virgola visibile nella fase finale, prodotta appunto dalla supercella di Brugine. Più sotto un'ingrandimento su una "overshooting top":






La caccia a questo mostro inizia dal veronese mostrando diversi "lowering" e la maestosa linea frontale esibita al nostro occhio come una sorta di nube a mensola con dietro le precipitazioni e l'area "FFD".







Non senza difficoltà, scendo verso la bassa pianura intercettando la wall cloud originata dalla supercella principale.



Altri scatti in grand'angolo riprendono l'intera struttura, mentre il cielo verdeggia e rovesci di grandine si fanno spazio nella parte centrale più chiara...







Questa inquadratura fra il veronese e il basso vicentino è un'ingrandimento della precedente, e mette in evidenza un prolungamento che potrebbe essere una funnel cloud:



La caccia vera e propria purtroppo termina con questi fermi immagine di un filmato ripreso sotto un ponte della A13 a sud di Padova, che beffardamente in quel tratto a "girare" ti portava diritto verso le precipitazioni. Negli istanti successivi la super transitò su Brugine producendo il vortice, qui è visibile la wall cloud.





Grazie all'occhio sempre attento di Nikos Chiodetto abbiamo questo scatto fenomenale prodotto dalla parte opposta (da Candiana) dove si vede molto bene la wall cloud a quote estremamente basse:



Finisco questo report nelle soffici velature di una serie interminabile di "pileus" offerti dal sistema temporalesco in allontanamento fino al tramonto, qui è ancora visibile la "flanking line" della struttura supercellulare:

































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