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La grandinata di Breganze e Sarego del 17.7.2014


Il 17 luglio 2014 è una data importante da segnalare per quanto riguarda i danni da grandine all'agricoltura (viti, mais e soia) e in alcuni casi anche alle auto e alle infrastrutture. Breganze il paese maggiormente colpito con 50 aziende agricole danneggiate, ma furono interessati molti altri territori in un rettilineo che suddivise a metà la provincia di vicenza: Montecchio Precalcino, Caldogno, Sovizzo Colle, Montebello e Sarego. In totale stimati 10 milioni di euro, molti agricoltori erano assicurati per un danno non superiore al 20% oppure non erano nemmeno assicurati a causa di ritardi o di complicanze burrocratiche, alcuni di essi lasciarono l'attività definitivamente. Molte le aree con danno al 100% e compromesse anche le produzioni per l'anno successivo (dal Giornale di Vicenza). Fuori provincia risultò colpita la pedemontana trevigiana ed in particolare Valdobbiadene, mentre nel veronese la Valpolicella occidentale. La configurazione sinottica per questo episodio vede l'approssimarsi di una goccia fredda in quota proveniente dal centroeuropa, inserita nel ramo discendente di un'ampia saccatura posizionata nella penisola balcanica. La goccia può essere visibile nella vorticità a 300HPa oppure nella temperatura a 500HPa (vedi il modello MOLOCH a 2m fornito da ISAC-CNR) o direttamente nell'immagine satellitare del vapore acqueo, un prodotto satellitare di proprietà esclusiva EUMETSAT (visibile più sotto). L'animazione rende visibile la goccia fredda proveniente dall'Austria centrale, attorniata da una intrusione secca nel suo fianco occidentale. Nel gergo delle immagini satellitari viene denominata "wv eye" (occhio), un'area scura di aria secca attorniata da aria più umida, veri e propri vortici prodotti dalle ondulazioni delle "wv dark stripes". Questi fenomeni sono visibili esclusivamente nelle immagini del vapore acqueo (fonte: www.eumetrain.org).





Un'elaborazione di 38 emissioni radar concesse dal Centro Meteorologico di Teolo - ARPAV, vi è il fronte perturbato proveniente dal Friuli con una velocità di avanzamento piuttosto lenta. Sono elaborate in una sequenza di 6 ore partendo dalle 16.40 utc.



Qui uno scatto concesso da Luca Dal Molin alla meteora caduta fra Isola vicentina e Villaverla. Nel diametro maggiore questo chicco raggiunge i 4 cm. A seguire un'altro scatto a Breganze ad opera di Michele Trentin. Notevole la persistenza delle precipitazioni sia liquide che solide, testimoni parlano di mezz'ora di grandine, ed è proprio la "persistenza" la maggiore responsabile dei danni riscontrati e degli allagamenti. I coefficienti termici e igrometrici come l'acqua precipitabile (PWAT) sebbene non fossero esattamente favorevoli a grandinate di grosso calibro (prerogativa che solitamente spetta ai temporali prefrontali) si rivelarono sufficienti per fondere i singoli elementi e saldarli assieme a formare questi agglomerati, in qualche caso paragonabili addirittura a palline da tennis segnalati nel breganzese.





I miei sopralluoghi effettuati a Sarego mettono in evidenza la "desolazione", mentre nella terza foto vi è un'albero vistosamente spogliato nel lato sottovento.







Una caccia per così dire stazionaria ha consentito la realizzazione in lontananza di questi scatti dai castelli di Montecchio. Seguono le incudini illuminate al tramonto e i roveci di grandine che hanno investito Sarego, questi ultimi visti da una postazione alle porte di San Bonifacio. Qui un filmato in timelapse del progressivo avanzamento del sistema temporalesco.

























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