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Tempesta nella bassa padovana 13.10.2014


Questo episodio vede una vasta area depressionaria protesa dall'Inghilterra fino al Portogallo, mentre in Francia il sistema frontale annesso è in lento movimento verso la Germania. Nel nord Italia le correnti dominanti sono ovviamente calde e umide da libeccio.
Molto diffuse questa volta le aree coinvolte dal maltempo, quasi tutte le provincie hanno avuto la sua parte in tutto il nord Italia. Nella nostra regione è il veronese il primo ad essere colpito con Bardolino. Successivamente un nuovo sistema temporalesco proveniente dal reggiano/mantovano ha attraversato durante il pomeriggio la bassa veronese e la bassa padovana colpendo diversi paesi come Moglia, Ostiglia e Quistello (nel mantovano), Melara (nel rodigino), fino alle terme euganee. Una linea che passa per Casaleone, Merlara, Casale di Scodosia, Montagnana, Ponso, Este, Monselice e Due Carrare. La mappa visibile qui sotto, è riferita solo a questo sistema temporalesco. Un terzo sistema proveniente dal modenese/ferrarese ha investito il rodigino e il veneziano nel tardo pomeriggio con danni particolarmente ingenti a Occhiobello e Chioggia. Su alcuni paesi vi sono sospetti danni da tornado.
A Santa Teresa in Valle (frazione di Cerea ai confini col rodigino) si è rovesciato un Tir della MAN, la testimonianza dell'autista parla di un "vortice nero venirmi addosso", mentre fra Cerea e Casaleone, scoperchiato un casolare con il cedimento di una parte dei muri perimetrali. Nella provincia di Padova, Este è sicuramente la città che riempie maggiormente le pagine dei giornali, non si contano gli alberi divelti, le auto e le coperture danneggiate. Da Il Mattino di Padova: Scrosci di coppi finiti su auto in sosta, detriti finiti sul parabrezza di uno scuolabus carico di bambini, tavolini che hanno preso il volo e lamiere cadute a 300 metri di distanza, cinque automobili delle forze dell'ordine danneggiate da detriti o alberi caduti. Sempre ad Este la vetrata di una piscina in piena attività è stata "risucchiata" dall'esterno ed è stato evitato il peggio grazie alla prontezza degli operatori, discorso simile al Palaeste: scoperchiato per almeno 1/3 e rimasto diverso tempo inagibile per il danneggiamento della pavimentazione in parquet. Volata anche la copertura della tensostruttura per il basket rimasta soltanto con lo "scheletro" e le attrezzature danneggiate. Il sindaco ovviamente ha presentato e ottenuto lo stato di calamità naturale con milioni di danni riportati come ente pubblico, così altrettanto i privati. Molte le testimonianze che parlano di "tromba d'aria" ma non sono riuscito trovare la certificazione fotografica del fenomeno, così riferiscono anche gli amici di Meteo4. In questo episodio il termine "tromba d'aria" è stato messo per scontato non solo dalla stampa, ma da molti testimoni. Come si sa anche i venti da "down-burst" provocano danni considerevoli e possono superare tranquillamente i venti da "uragano" nella Scala Beaufort, in particolare la sottospecie dei "microburst". Fenomeni che fisicamente non hanno nulla a che vedere con i tornado, direi quasi "speculari" dal punto di vista meccanico e fluidodinamico. L'entità e la "qualità" dei danni riscontrati, in un certo senso "stridono" con l'assenza del materiale fotografico a disposizione per il fenomeno, una foto varrebbe più di mille parole... Uniche certezze le velocità dei venti registrate su alcune stazioni: 130 Km/h alla stazione di Ponso, 111 alla stazione Arpav di Legnaro. Più sotto ho inserito un paio di foto tratte dai giornali locali, rispettivamente di Ostiglia ed Este.







Dalle emissioni radar del Centro Meteorologico di Teolo - ARPAV si nota una eco a V nei pressi di Este e se vogliamo una piccola WER (regione a debole riflettività) nel versante sudorientale della tempesta, cioè verso Montagnana. Notevole il salto di riflettività fra le regioni colpite e non colpite dalle precipitazioni, tutti elementi che fanno protendere per un temporale a supercella. Più sotto l'enorme "squall line" che in serata spazzò il Veneto orientale e l'Adriatico.





Da Sat24/Eumetsat/Met Office abbiamo l'intero pomeriggio nella banda del visibile. Spicca l'incudine della supercella di Este e le celle temporalesche che hanno interessanto il rodigino in serata.



La caccia del sottoscritto sarà grosso modo stazionaria e senza possibilità di recuperi (nel piovese lungo via Fiumicello). Una limitazione determinata dalla perdita di tempo per il foramento di un pneumatico ad inizio caccia, mentre mi dirigevo verso Lonigo.

















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