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I danni del tornado di Cazzago-Dolo-Mira 8.7.2015


Non ha bisogno di molte presentazioni, stiamo parlando del tornado più violento degli ultimi tempi e uno dei più violenti nella storia del Veneto e della Pianura Padana. Un tornado segnalato in tutto il mondo nonchè negli Stati Uniti, ovvero in quella che si può considerare la patria di questo tipo di eventi. Il fenomeno meteorologico è responsabile di 72 feriti, molti dei quali da codice rosso, ma soprattutto di una vittima: Claudio Favaretto, 63 anni, di Sambruson mentre si fermava con l'auto alla vista di un traliccio divelto sulla strada. L'auto è stata sollevata e scaraventata fuori dalla carreggiata di via Stradona a Porto Menai, rimanendo schiacciato all'interno dell'abitacolo.
Danni stimati: 57 milioni di euro di cui 39 nel comune di Dolo, 400 gli edifici danneggiati più o meno gravemente, 11 i km percorsi dal tornado secondo un'attenta valutazione condotta dall'ingegnere civile Davide Rosa, mentre la stima del danno massimo non supera il grado EF3, comunque da precisare che lo stesso grado si è ripetuto più volte all'interno del path tornadico e segnatamente nell'area a sud del Brenta. "F4" da una prima stima condotta da ESSL essenzialmente per il danno contratto da villa Fini, la quale non può essere considerata (da sola) come indicatore di danno rappresentativo della effettiva intensità dei venti, questo alla luce della solidità strutturale dell'edificio, un parametro che riveste particolare importanza nella più recente EF scale. Una "proposta di applicazione" considerando anche il fatto che nella EF scale non tutti gli indicatori di danno sono gli stessi che hanno gli Stati Uniti, includento anche tecniche costruttive, materiali, deterioramenti, ecc ecc.
La situazione sinottica vedeva una saccatura nel nord-europa con l'asse di massima curvatura sulla Germania e marginalmente sul nord-Italia. Il sistema frontale annesso non portò da noi precipitazioni a causa della barriera alpina e della posizione marginale rispetto alla saccatura, ma l'arrivo in quota di aria più fresca e secca, portò instabilità alla colonna d'aria con valori del CAPE superiori a 3000 j/Kg nel Veneto orientale e nell'entroterra costiero, mentre il Lifted Index con valori inferiori a -6 su vaste aree. L'aria secca soprastante ad una massa d'aria ancora umida esaspera una situazione già instabile dal punto di vista termico, alcuni indici di instabilità atmosferica derivano dai valori di umidità presenti nei 500HPa e nella "Mixed Layer" cioè in bassa troposfera (il Delta Theta-E per ex.). Al suolo si registravano temperature superiori a 36 C° in alcune stazioni e valori di dew point >25° (fonte Wunderground). Ovviamente non è mancata la fonte di energia principale, mai assente in questo tipo di eventi: il riscaldamento solare. La "Mixed Layer" lievita durante il pomeriggio grazie alle termiche innescate dall'aria calda (strato limite convettivo), successivamente le termiche condensano a formare i classici cumuli, oppure determinano la rottura del "capping inversion" in condizioni di instabilità atmosferica. Per ottenere tutto questo la Pianura Padana deve essere esente dalle nuvolosità stratiformi connesse al sistema frontale, si conserva così l'irraggiamento solare oltre al ristagno della massa d'aria caldo-umida. Qui sotto la mappa Moloch (ISAC-CNR) riferita all'umidità atmosferica nel piano isobarico dei 500HPa, mostra le celle temporalesche previste (in termini probabilistici) con la "dry intrusion" che le "incalza". Assieme alla componente termica ha fatto il resto la componente dinamica, il "wind-shear": Una variazione con la quota dell'intensità e direzione del vento, normalmente sono da monitorare le velocità nei 500 e 700HPa, che rispettivamente risultarono intorno ai 90 e 70Km/h.
Il corposo documento elaborato per questo episodio con l'analisi meteorologica, nefologica, lo studio fotogrammetrico e gli studi condotti per l'applicazione della scala EF, viene presentato in quel di Dolo da Serenissimameteo, in occasione dell'incontro pubblico avvenuto il 10 giugno 2016. Sono intervenuti solo una parte di tutti coloro che hanno collaborato alla stesura del documento: Marco-Rabito, Alberto-Gobbi, Davide Rosa, Zuara Mistrotigo, e il sindaco di Dolo (i link portano a tutti gli interventi della serata, liberamente consultabili e caricati sul mio canale Youtube).


Seguono le animazioni satellitari nel visibile e nell'infrarosso fornite rispettivamente da Sat24/Eumetsat/Met Office e da Eumetsat/CIMSS-SSEC-University of Wisconsin-Madison. Nell'infrarosso è ben visibile l'overshooting.





Qui uno scatto con la corposa nube di detriti, concesso da Alberto Gobbi (Report) mentre si trovava a Cazzago di Pianiga. Più sotto un'altro concesso da Valentina Albinanti (Report) che a differenza del sottoscritto proveniva dalla parte opposta cioè dal veneziano, consentendo di riprendere la cella in avvicinamento.





Provenendo da Vicenza ho ripreso questa circolazione mesociclonica secondaria probabilmente associata ad un funnel cloud:



Le grandinate imponenti non sono da sottovalutare rispetto a quanto successo, qui uno scatto di Martina Cunico da Zugliano:



Lascio la parola alle immagini dei sopralluoghi condotti personalmente il giorno dopo, iniziando dall'area di Villa Fini, poi Sambruson, via Seriola e infine Cazzago di Pianiga.



























































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