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ONDATA DI FULMINI 10/7/07
Il giorno 9 Luglio vari tornado ed episodi di severe weather hanno interessato l'intera Pianura Padana con sistemi temporaleschi di tipo prefrontale e carichi quindi di notevole energia termoigrometrica, abbiamo avuto grandinate devastanti incluso il 10 Luglio ma l'ovest vicentino è stato interessato solo marginalmente. Per gli approfondimenti si puo' trovare
qui il report completo di questa due giorni: di Gabriele Formentini (Dipartimento per la Sicurezza del Territorio –ARPAV)
Pierluigi Randi (MeteoCenter - MeteoRomagna).
Sul tornado in Alpago (provincia di Belluno) abbiamo
qui l'articolo di Bruno Renon dell'ARPAV relativo al giorno 9. Le prime ore notturne del giorno successivo sono segnate dalle grandinate in Friuli mentre l'insolazione di urna ha consentito la chiusura in tarda serata di questa due giorni, i fenomeni hanno interessato tutto il triveneto con la formazione di un MCS postfrontale particolarmente ricco di attività fulminigena. Cio' che segue è l'animazione delle immagini infrarosse satellitari: inizia dal pomeriggio del 9 con la supercella friulana, alle 16.00 UTC compare quella mantovana responsabile del tornado EF2 a Guidizzolo, la sequenza finisce alle prime ore dell'11 con l'MCS "freddo" responsabile delle fulminazioni avute nella mia zona.
Dal satellite polare i dettagli della struttura che piu' ci interessa nello specifico, qui abbiamo disponibili le 20.28UTC e le 00.40UTC grosso modo all'inizio e alla fine del multicella, nella seconda in particolare è da notare la compattezza dell'incudine, i sistemi a multicella sono caratterizzati proprio dall'unione delle varie incudini generate dai singoli nuclei temporaleschi, da aggiungere che è proprio nella fase scenescente del sistema ad offrire maggior probabilità di scariche incudine-suolo dette anche scariche positive.


Questa analisi a 500 HPa mette in evidenza il tipo di massa d'aria che ha invaso il nord'Italia, è riferita alle ore 3.00 utc del giorno 11 al termine dei fenomeni.

Per dare un'assaggio alle formazioni cumuliformi inizio dal pomeriggio con uno spicchio di arcobaleno generato da un rovescio. La cumulogenesi è molto compatta ma ridotta dal punto di vista volumetrico ed avvolta in un'atmosfera davvero molto limpida segno dell'aria molto fredda e secca in quota, diciamo una situazione tipicamente postfrontale. L'insolazione ha consentito l'innesco dell'instabilità ma è dopo il tramonto che si è avuta la formazione del multicella.




La presenza di uno strato di sbarramento provvisorio ha consentito la formazione di questa falsa incudine, nella foto successiva la freccia ne indica lo sforamento.


Ad occidente una cella piu' corpulenta dotata di un "lowering" alla base. Nella foto seguente una zummata sull'incudine.


Siamo alle 21.00 e l'attività temporalesca si fa piu' diffusa

Ecco il primo fulmine ripreso dai castelli, notare sulla zummata il disegno che ha prodotto la diramazione cieca.


Ormai notte seguono altre foto ma con il peggiorare della situazione mi sposto alla Selva di Alte.






In questo fulmine non intenso ho avuto la fortuna di riprendere degli "upward leader" o "contro leader" visibili nella zummata successiva, ho indicato i due piu' sicuri: probabilmente un'altro di clamoroso alla sinistra del fulmine.






i disegni prodotti da questa branca.




Termino con questo fulmine multiplo caduto in pieno centro abitato la qui durata ha superato il mezzo secondo.

Roberto Gaianigo
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