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SUPERCELLA SERALE DEL 9.8.2001

L'episodio ha segnato un indelebile ricordo per la sua spettacolarità oltre che per i danni, ed ho ritenuto di segnalarlo come episodio "tipo" nella complicata jungla dei fenomeni temporaleschi e per metterci in guardia da analoghi eventi futuri. La loro pericolosità è data dall'energia disponibile lungo la colonna d'aria in termini di temperatura e umidità atmosferica, situazione che si verifica davanti a un fronte freddo (settore caldo) con richiamo di masse d'aria subtropicale in bassa troposfera. Sorprendente la tenacia nel rimanere in vita lungo la fascia pedemontana, sono temporali "prefrontali" ma non necessariamente a supercella o a volte nelle fattezze di un "cluster" o di un sistema multicellulare di grosso calibro. Non sempre vengono presi in considerazione dalle previsioni del tempo e dai modelli LAM perchè in un contesto altopressorio, con un sistema frontale ancora sulla Francia e a nord delle Alpi, dove minime variazioni dei parametri atmosferici locali possono produrre grandi differenze nelle dinamiche del tempo: sporadiche "infiltrazioni" possono fare ingresso nella Pianura Padana accompagnate dal progressivo calo di geopotenziale in quota. La situazione diviene esplosiva quando viene a indebolirsi la Capping Inversion dopo una giornata di sole. Già una replica si può trovare il 4/5.8.2002 oppure il più recente 30.8.2007 dove la cella temporalesca partì addirittura dalle Alpi piemontesi in un orario tutt'altro che favorevole e "fedelmente" attraversò la fascia pedemontana lombardo-veneta passando per il basso Garda: una peculiarità per queste celle temporalesche... L'assunzione della caratteristica di supercella può avvenire saltuariamente o in modo ciclico a seconda delle condizioni termodinamiche in quota. Alla luce della traiettoria percorsa lo chiamano genericamente il "temporale dal Garda" e potrebbe ripetersi più di una volta l'anno con la stessa configurazione sinottica, mostrando una certa predilezione per il mese di agosto. Tuttavia alcuni appassionati di vecchia data hanno l'impressione di un calo nella loro frequenza a partire dagli anni 2000 senza però avere a disposizione dati certi.
A seguire un semplice racconto della mia testimonianza partendo dalle prime avvisaglie della cella temporalesca fino ai danni lasciati dalla grandine, non mancheranno ovviamente l'analisi sinottica e le immagini satellitari:
"Ci troviamo a Montecchio in una calda serata di un giovedì e la frantumazione dei soliti 30 gradi si compie al tramonto in un cielo praticamente sereno e condito da un mix di foschia, smog e l'immancabile afa; nulla fa presagire ciò che sta arrivando se non con l'aiuto del mio vecchio radioricevitore. Le prime avvisaglie a N-W sono costituite da cirrus fibratus cumulonimbogenitus allungati in direzione N, è il costituendo della parte terminale di un'incudine, lo stiramento è accentuato dalle correnti molto forti in quota (70 nodi) provenienti da S-W. Sul radioricevitore OM, senza pause sono i disturbi elettromagnetici indotti dalle fulminazioni: il radioascolto è un sistema che in passato si poteva usare in sostituzione dei radar per rilevare la presenza e l'intensità dell'attività temporalesca, anche a più di 100km di distanza. Mentre approda in Veneto comincia delinearsi la classica struttura temporalesca nelle ultime luci del crepuscolo: la base non è ancora visibile ma la parete dell'updraft è ben delineata in dir. sud-ovest e leggermente inclinata, mentre piu' a sud domina un cielo terso quasi surreale. Ormai nel veronese, il suo lento avvicinamento è segnato dal rumore delle fulminazioni: le scariche intranube sono talmente frequenti che i tuoni si sovrappongono in un rullìo continuo senza pause. La parete si fa maestosa mentre talune scariche escono formando degli archi, da subito si intuisce che la traiettoria passa sulla sinistra cioè a sud rispetto a Montecchio Maggiore ma ciò nonostante il paese verrà comunque interessato. L'orizzonte si oscura rapidamente con stratocumulus castellanus appena visibili e comincia ben presto una praecipitatio non intensa (goccie pesanti) mentre l'updraft passa a sud. La grandinata non si fa attendere ed avviene a due riprese: in un primo tempo chicchi grossi come castagne cadono assieme alla pioggia e dopo una pausa beffarda cadono aggeggi di 5-6 cm di diametro qua e la, mentre i colpi su una copertura confinante suonano come petardi. Questi chicchi anche se radi hanno ammaccato qualche auto della zona ma ancora peggio è andata in altre aree: Brendola, Montebello, Gambellara, Montorso, senza poi parlare del veronese...A temporale passato esamino i chicchi che risulteranno sferoidi "ananas" del suddetto diametro con lobi superficiali molto marcati della grandezza di uno-due centimetri. L'episodio termina nei lampi notturni in una quiete assoluta e senza un'apprezzabile vento fresco di outflow, un "bolide" transitato in punta di piedi..."
Ricapitolando... Una supercella HP (alto potenziale) con direttrice W->E ed inversione al top intorno ai 12Km desumibili dal radiosondaggio. La cella vide la nascita fra il Piemonte e la Lombardia alle 17.00 per poi estinguersi in Slovenia dopo mezzanotte ora italiana, nella sua traiettoria interessò il veronese fra le 20.00 e le 20.30 mentre alle 21.00 il medio vicentino sempre in ora locale. Un Decreto Ministeriale del 09/11/2001 ha dichiarato l'esistenza del carattere eccezionale dell'evento calamitoso e nello specifico nei territori dei comuni di Brendola, Gambellara, Montebello Vicentino, Montegalda, Montorso Vicentino. Si trovano nel web altri documenti di questo evento: nel bresciano e nel veronese, ove sembra ci siano delle foto e testimonianze abbastanza convincenti di un "touch down" al suolo nella periferia nord di Verona. Sempre su Meteoverona in un altro report, Luca Bottino responsabile dell'osservatorio meteorologico Meteo6, ha pubblicato uno scatto fatto al sistema temporalesco durante la sua avanzata sopra il capoluogo con una stupenda "inflow tail" associata probabilmente ad una nube a parete, il tutto viene inglobato in una base convettiva estremamente ampia. La presenza di una inflow band testimonia l'aspirazione verso l'alto molto forte e concentrata nelle regioni centrali dell'updraft (la torre convettiva), l'interferenza con i venti nei medi livelli può dar luogo a rotazioni all'interno del cumulonembo.




Da segnalare anche un filmato concesso dal fotografo Matteo Chinellato e ripreso da Tessera (VE), ove si intravede molto bene la torre convettiva della cella temporalesca immersa nelle fulminazioni mentre transita nel trevigiano. Qui sotto abbiamo l'immagine satellitare del meteosat 7 nella banda del visibile durante il transito sul bresciano alle ore 19.00, l'ultima visibile prima del tramonto:



Un'animazione prodotta da 16 fotogrammi delle immagini satellitari all'infrarosso, quindi visibili anche nelle ore notturne. Notare la recrudescenza durante il transito nel basso Garda alle 18.00utc dove sicuramente è proprio il veronese ad aver avuto la peggio, in Francia è ben visibile il fronte freddo in lento movimento verso l'Italia. Il sistema segue esattamente tutta la pedemontana alpina e ne trova la sua stabilità grazie ad una combinazione di fattori unica nel suo genere: le correnti meridionali verrebbero soggette ad un "forzing" orografico verso l'alto nell'impatto con l'arco alpino e in superficie si instaurerebbe una convergenza nelle ore serali con le correnti discendenti dalle vallate.



La carta sinottica di metoffice conferma quanto visto nel satellite, in particolare da aggiungere la presenza di un'ondulazione secondaria in Baviera e la pressione al suolo di 1017 nella pianura Padana.



Le mappe a 500hpa e 850 hpa mostrano la configurazione classica che determina la formazione di supercelle prefrontali in val padana. Richiamo di aria calda dai settori meridionali in superficie, mentre in quota il calo di gepopotenziale dovuto alla saccatura in rotazione verso le Alpi, le temperature si aggirano fra i -10 e i -15 nel piano dei 500hpa. Abbassamento pronunciato anche negli 850 (linee bianche) dove i colori sono riferiti alle temperature.



Come ultimo l'esame del radiosondaggio di Milano che mentre alle 12.00 non prefigura una situazione particolarmente interessante, la mezzanotte successiva al contrario cambiano in rosso quasi tutti gli indici temporaleschi. Aumento del CAPE (parcel 850hpa) nelle ore notturne, equilibrium level che si attesta sui 10000m mentre la tropopausa sui 12km circa, qui sotto gli altri indici (convettivi e del vento) che maggiormente si sono "distinti" nel radiosondaggio di Milano delle ore 00 del 10 agosto 2001:
Showalter Index=-2 (-2 / -3 alta probabilità di violenti temporali),
Total Totals=51 (51-52 temporali forti sparsi, isolati tornado),
Modified Thompson Index =40 (> 36 vasti e diffusi temporali),
Max hail size 5cm circa,
K index=31 (30-35 numerosi temporali),
KO index -6.96 (<2 possibili temporali "severi"),
e quelli del vento:
SRH 3km=193 (150-299 F0,F1 Tornadoes+supercelle possibili),
SR wind surface/2km=27 (supercelle previste),
SR wind 4/6km=19 (possibili supercelle tornadiche),
SR wind 9/11km=34.66 (previste supercelle tipo HP).




Questo è un danno da associare alla grandinata del 2001, è un garage per macchine agricole situato tra le colline di Montorso e fotografato qualche anno dopo l'episodio.



A seguire alcuni scatti gentilmente concessi da Fabio Casarotto e ripresi sempre in collina nei pressi di Agugliana: la prima foto (alquanto singolare) mostra le tracce nel terreno lasciate dai chicchi di grandine, nelle successive, danni alla tapparella e alle viti con interi grappoli a terra.







Chiunque avesse materiale fotografico o di qualsiasi natura, inerente a questo episodio, ha la possibilità di contattarmi al mio Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , saluti!

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